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Gli ingredienti che ho usato questa volta mi hanno regalato momenti di grandissima euforia. A questo giro, invece che la “solita” ricetta, vi racconto il mio tour fatto di buona cucina (innanzitutto), neve, amici e tanto tanto divertimento!
Arriva un periodo dell’anno in cui le persone si dividono in due categorie: quelle che sbuffano all’annuncio dell’ennesima perturbazione e quelle che corrono subito a guardare se la nuvola in arrivo si trasformerà in un’abbondante nevicata!

Ecco se siete nella seconda categoria, mi capite al volo.

Se siete nella prima, concedetevi, passata la nevicata, un salto presso il complesso sciistico più vicino, anche per una semplice gita fuori porta di una domenica d’inverno. Eh, sì, perché anche se non si scia, è un modo fantastico per gustarsi polenta, spuntature, salsicce, canederli, fondute e tutto il ben di dio che la cucina di montagna può offrire, condito con panorami mozzafiato.

‘Altabadia – Rifugio Col Alt’ :il mio tour sciistico-gastronomico incomincia in Altabadia.

Si fa presto a capire che qui con la cucina, anche in alta quota, si fa sul serio. Se vi recate da queste parti, tra una sciata e l’altra potete trovare nei rifugi cibo di qualità e accoglienza che farebbero invidia ai migliori ristoranti “di bassa quota”!
Inoltre, per la stagione invernale 2014/2015 l’associazione “Le Soste” di Marchesi-Santini (www.lesoste.it) ha creato insieme al Consorzio Turistico Alta Badia un tour gastronomico sugli sci per assaporare le proposte di 14 chef di fama internazionale che hanno reinterpretato ognuno un piatto tipico della tradizione italiana da assaporare nei rifugi (http://www.altabadia.org/media/sciarecongustoweb.pdf).

Beh, ad essere onesti, io, la mia tavola da snowboard e i miei compagni di sciate non sapevamo di questa fantastica iniziativa, ma conoscevamo bene le soddisfazioni che buone forchette come noi avrebbero trovato. Dopo una bella mattinata di piste (ma decisamente ventosa!), tutta passata tra Colfosco, Corvara e La Villa, ci fermiamo al Col Alt (www.rifugiocolalt.com). È un bellissimo rifugio con ampie terrazze che si può raggiungere anche senza sciare prendendo l’ovovia che parte dal centro di Corvara che vi lascerà praticamente sull’uscio, potete quasi chiudere gli occhi e lasciarvi guidare dal naso!

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Noi ci infiliamo nel rifugio e ci troviamo davanti ad un dilemma mortale: un boccone veloce al bar o ristorante? Ovviamente la scelta è la seconda, ma non avevamo messo in conto che forse poteva essere pieno e che era il caso di prenotare (quindi, fatelo!). Sulle prime il cameriere ci ha ghiacciato, attesa di 45 minuti! Non ci potevo credere. Fortunatamente un po’ di pazienza (e la voglia di chi si era seduto prima di noi di tornare in fretta sulle piste) ci ha fatto trovare il tavolo in molto meno tempo. Certo il cameriere avrebbe perso un buon tavolo, perché se gli avessimo creduto ce ne saremmo andati al volo.

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A parte il disguido iniziale, la cortesia è stata veramente buona, il menù ampio ed interessante, una carta dei vini decisamente ben fornita, il locale accogliente. Peccato per il vento, non ci possiamo godere il sole e la terrazza.
Avevo fame, confesso, mi sono buttato sulla tagliata di bue d’alta montagna con radicchio, cipolla rossa e patate .Decisamente soddisfatto, carne saporita e cotta alla perfezione. La cipolla rossa è soda, appena scottata e dolce, talmente deliziosa che la finisco in un boccone, il radicchio con il suo gusto amarognolo si sposa bene con la carne, le patate buone ma, onestamente, hanno fatto la comparsa, erano due pezzettini di numero! Nulla da dire sul piatto, la sciata però mette talmente fame che, ho rinforzato la scelta con un piatto abbondante di patate ripassate, un must in montagna! Segnalo tra gli altri piatti presi, il cheeseburger di capriolo con pomodoro al forno, patate fritte e salsa bbq, un piatto veloce e interessante, molto ben fatto e, anche, sostanzioso.

 

La cena in Baita – ‘Rifugio Dibona’
Un tour che si rispetti è fatto di tappe, e in questo caso, come avrete capito, si tratta di tappe a base
di cibo e di neve! Ebbene, dopo l’Altabadia, la nostra allegra brigata si sposta a Cortina, dove ci
aspettano degli amici del posto che ci hanno organizzato una serata veramente speciale, da veri
montanari: una cena in baita con rientro a valle in slittino. Lì per lì, noi quattro non montanari siamo
un po’ disorientati, non si capisce se temiamo più il freddo, il buio o gli slittini! Nel mio caso
domina l’euforia, infatti non ci sono foto della serata tanta era l’eccitazione, l’unica è uno scatto
rubato prima della partenza mentre facciamo le prove sugli slittini.
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Dopo aver mollato le auto (molto a valle) facciamo un pezzo in taxi ed un tratto di motoslitta. Raggiungiamo il rifugio Dibona  uno di quei classici posti da veri amanti della montagna: ambiente cordiale, accogliente, semplice ma senza che manchi nulla.
Io resto rapito dalle foto d’epoca appese al muro di scalatori d’epoca che quasi sembrano usciti da un romanzo di fantascienza, attrezzature d’altri tempi che quasi sembrano tute spaziali. Mentre fuori regnano silenzio, neve e un freddo pungente ma non eccessivo, dentro il rifugio la serata si anima e parte la nostra degustazione.
Antipasto molto semplice fatto da involtini di speck ripieni di formaggio di capra e un rustico alle verdure: finisce in un attimo! I primi sono i veri protagonisti della serata, ci lasciamo prendere dalla voglia di provare il più possibile e quindi ordiniamo ben quattro assaggi: tortelloni ai funghi; tagliolini ai mirtilli con mascarpone, speck e radicchio; garganelli radicchio e salsiccia; tagliolini al pesto di pistacchio. Tutti molto buoni ma resto letteralmente rapito dai tagliolini ai mirtilli, una vera sorpresa. Il secondo è un’abbondante grigliata mista di carne, scamorza e polenta che mangiamo con gusto.
La serata prosegue, inevitabilmente, con una degustazione di grappe che ci accompagnano dolcemente verso la discesa finale. Sono oramai passate le due quando ci decidiamo a lasciare il rifugio e partire per la discesa. Un sogno, illuminati dalla luce della luna piena prendiamo abbastanza in fretta confidenza con i nostri slittini e sembriamo dei ragazzini che sghignazzano nella notte, in un bosco argentato. C’è un modo migliore per concludere questa serata?! 😉

VALERIO