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Budapest.
O meglio, Buda-Pest è stra-bella.

In tanti mi avevano detto che questa città mi avrebbe incantata  con la sua atmosfera magica, le mille luci e le innumerevoli terme, e io gli ho creduto. La mia testardaggine però ha sempre la meglio e ogni volta mi spinge  a seguire il motto ‘finchè non vedo non credo’, quindi pc alla mano, tempo dieci minuti per controllare le date appetibili e prenoto il volo.

Un’ora e mezzo in aereo ed eccoci a Budapest, pronti a girarla in lungo e in largo, rigorosamente  a piedi. E già… uno dei pochi mezzi presi, oltre ad una corsa in metro, è stato il taxi per il trasferimento dall’ aeroporto al centro della città che dista circa 30 minuti (in alternativa ci sono le navette o gli autobus).
Per sfortuna di chi viaggia con me, io le città che visito amo girarle a piedi (se possibile è chiaro!)…non so perchè, ma ho  la convinzione che camminando e perdendosi per vie sconosciute, si riesca a vedere tutto meglio. Stavolta però ci siamo concessi anche una corsa in metro sulla linea della metro M1, è una delle più antiche al mondo e di certo non potevo non vederla!  Piloni e struttura in ferro, ben mixata alle maioliche bianche delle pareti e al legno di panchine e gabbiotti, il tutto lindo e pinto. Niente scritte sui muri, niente carte in terra, niente di niente, soltanto un fascino ‘old style’, ordine e pulizia….vi consiglio di vederla.

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Tempo ventiquattro ore e io mi sono fatta un’idea su quest’angolo di Ungheria. La città ti affascina, ma non ti sorprende. Si  lascia vedere ma non si fa scoprire del tutto, è come se ti attirasse a se, ma non volesse svelarsi del tutto ai tuoi occhi. L’atmosfera che si respira è intrigante e nostalgica allo stesso tempo, così come sono gli ungheresi (è un’impressione personale ovviamente) gentili ma un pò diffidenti, cortesi ma non troppo cordiali. Tutto qui è una via di mezzo, in bilico tra il tutto e il niente, tra il vorrei ma non posso.
Le vie del centro sia dalla parte di Buda che da quella di Pest sono belle, delineate da palazzi imponenti in stile art decò, tutto estremamente ordinato e pulito.
Di notte però la città si trasforma e da il meglio di se. Dire che è illuminata è un eufemismo. E’ un vero e proprio pullulare di luci e lucine e le rive del Danubio diventano i luoghi più magici e incantati della città. I ponti illuminati poi sono uno spettacolo da non perdere.

Ma cosa dovete assolutamente vedere a Budapest?
Senza dubbio dovete passeggiare sui tre ponti principali: il Ponte delle Catene, il più antico di Budapest, nonché il primo ad unire la riva di Buda da quella di Pest, il Ponte della Libertà, spettacolare nella sua struttura in ferro verde, imponente esempio dell’art nouveau che impera in città, e in ultimo il Ponte Elisabetta. Dal lato di Buda, il più tranquillo e monumentale della città, potete fare una lunga passeggiata partendo dalla Collina Gellért, un’altura rocciosa che offre una vista panoramica mozzafiato, per poi proseguire verso nord ed arrivare al Palazzo Reale prima e alla Collina del Castello poi, tappe d’obbligo se si viene qui! Lo ammetto la sera gambe e schiena erano a pezzi ma ne è valsa la pena, e poi per riprenderci il gioco è stato semplice: costume, asciugamano e immersione nelle acqua termali dei Bagni Gellért, secondo me i più belli della città. Forse mi sono piaciuti così tanto perchè l’acqua a 40° è stata una sorta di visione dopo un’intera giornata di gelo!

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Dal lato di Pest la situazione è leggermente diversa, la città è più movimentata e giovane. Ecco i miei consigli: fatevi una bella passeggiata nel quartiere ebraico, e se andate di domenica passate al Szimpla Kert, uno dei tanti ruin pub (edifici abbandonati trasformati in locali) che invadono questo lato della città e che di domenica, fino alle 14.00 si trasforma in un mercato contadino. Particolare, affascinate, suggestivo. Insomma, da vedere.
Se non riuscite ad andare la domenica lo trovate comunque aperto gli altri giorni, specialmente la sera per bere qualcosa.


Più a est del quartiere ebraico c’è il Parco Municipale, che secondo me vale una visita. Noi ci siamo stati nel tardo pomeriggio e Piazza degli Eroi che è al suo ingresso è davvero suggestiva la sera. Dopo tanto camminare ovviamente ci siamo regalati qualche altra ora di acque termali, stavolta ai Bagni Széchenyi,  i più antichi della città. Son nel parco e che fai, non ne approfitti?! Poi per fare il bagno a 38° di notte all’aperto quando fuori ce ne sono tre, e che te lo dico  a fare…..uno spettacolo!
La mia passione per il cibo, ovvimanete mi spinge ad avere una propensione smisurata per i mercati e non potevo non vedere il Mercato Coperto all’inizio di Vaci Uctà. Se siete amanti del cibo come me ne rimarrete incantati. La struttura in ferro è bellissima, il mercato è enorme e illuminatissimo e c’è di tutto di più. Banchi di frutta e verdura, spezie, carne, pollame e banchi di street food….un po turistici ma da provare. Assaggiate il langos, una sorta di pizza fritta da condire  a piacere con quello che volete….pesantuccia ma goduriosa.

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Già che ho toccato il tasto ‘cibo’, non mi resta che dirvi dove mangiare a Budapest.
Noi abbiamo provato di tutto, e io ovviamente ho voluto iniziare dalla cucina tradizionale, che in realtà non offre una gran varietà e soprattutto leggerezza, ma posto che vai, cucina che provi, quindi via all’assaggio dei piatti tipici. Primo tra tutti il gulash (gulyàs), una densa zuppa di manzo cipolle e patate a cubetti, poi sono arrivati i galuska una sorta di gnocchi di farina serviti con stufato di manzo o maiale, molto molto condito e altrettanto godurioso; e non ci siamo fatti mancare neanche i trhonya, dei piccoli granelli di pasta all’uovo serviti con paprika, cipolle, peperoni e salsiccia….millemila calorie a porzione ma ne vale la pena, sono buonissimi.
Il posto migliore per provare la cucina tipica è Kisharng, anche detto ‘Il Campanellino’ , piccolo, spartano, buono ed economico.
Altro posto degno di nota è Kispiac, un piccolissimo e bellissimo bistrot, con personale gentilissimo e una cucina sorprendentemente buona, che gioca su un mix perfetto di tradizione e innovazione: carne buonissima, spori intensi, cotture perfette, presentazioni bellissime.Se andate per cena tenete presente  che alle 21.30 la cucina chiude, come quasi tutti tutti i ristoranti ungheresi del resto!
The last, but not the least, c’è il Mak Bistro. Locale bellissimo, una via di mezzo tra il bistro e il ristorante, un po rustico con impercettibili tocchi shabby chic, il tutto sui toni del bianco, color legno e grigio, comunque elegantissimo. Noi lo abbiamo scoperto per caso, ma poi leggendo su internet ho scoperto che è stato definito uno dei luoghi più interessanti della città e il suo giovane chef János Mizsei è il miglior chef emergente dell’anno…mica male no?! La cucina non è tradizionale, tutt’altro. Tende al gourmet, con sapori e accostamenti assolutamente sorprendenti. Castagne, funghi e baccalà potrebbero rendere l’idea.

Insomma che dirvi, Budapest è particolare e affascinante. Di quel fascino che ti rapisce e ti intriga, ma che non riesci bene a capire….bisogna vederla per comprenderla e io non voglio dirvi di più, perchè il bello di un viaggio è andare, vivere e scoprire con i propri occhi quello che si è soltanto immaginato dalle parole di altri.

Viaggiare è come innamorarsi: il mondo si fa nuovo…
(Jan Myrdal)

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