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Esattamente una settimana fa ero a Parma, e dopo tutti i miei viaggi dell’ultimo periodo, ne approfitto della settimana di stop per raccontarvi della bellissima esperienza al Gola Gola Festival .

Inizio col dirvi che questa piccola cittadina mi ha assolutamente stregata, e infatti ho intenzione di tornarci per scoprirla ancora meglio e viverla con più calma.
Ma veniamo al Gola Gola Festival, che quest’anno ha spento la sua prima candelina….e che candelina! Un primo traguardo strepitoso perché tutta la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione (almeno per quello che ho percepito da visitatrice), ed il risultato è stato eccellente. A renderlo tale, è stata l’atmosfera che si è respirata in ogni vicolo, strada e piazza della città durante questi tre giorni e che noi abbiamo vissuto da vicino.
Si percepiva forte e chiara, la collaborazione di tutti per riuscire a organizzare un evento che non fosse una pura e semplice manifestazione, ma una vera e propria festa, e l’obiettivo è stato decisamente raggiunto. Il Gola Gola Festival ha infatti coinvolto l’intera città sia per l’organizzazione logistica che per le attività organizzate, e l’affluenza del pubblico è stata la miglior risposta a questo coordinamento meticoloso.

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Il festival è stato organizzato in maniera tale che tutto il centro di Parma fosse interessato da attività o eventi legati alla manifestazione: lo street food in Piazzale della Pace con una scelta ampia e variegata, un’area kids per coinvolgere anche i più piccoli, il mercato delle specialità che ha ospitato in piccoli stand diverse realtà produttive provenienti da tutta Italia, permettendo ai visitatori di fare degustazioni, assaggi e parlare direttamente con i produttori per soddisfare ogni più piccola perplessità. Non da ultimo, in Piazza Garibaldi e sotto i Portici del grano, sono stati poi allestiti uno spazio per show cooking e dimostrazioni pratiche e un’area talk, sul cui palco si sono alternati nei tre giorni dibatti incentrati ovviamente su temi attuali del panorama ‘food’.

Ma il Gola Gola Festival oltre a tutto ciò, per noi è stata anche l’occasione per scoprire attraverso un tour esterno alla manifestazione, ma con attività organizzate dai partner della stessa, altre piccole perle di questa splendida cittadina.

Da amante dei fornelli, la mia tappa preferita è stata indubbiamente quella all’Alma, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, il tempio dell’istruzione culinaria italiano. Oltre ad essere ospitata in una location meravigliosa, la Reggia di Colorno, circondata da giardini all’italiana splendidi, e da una bellissima architettura trecentesca , l’Alma è un vero e proprio banco di prova per tutti coloro che vogliono intraprendere la carriera di chef, pasticceri, sommelier e personale di sala. Il programma dei corsi è ricco e intenso, aiuta gli studenti a capire e ad abituarsi ai ritmi serrati che sono caratteristici di queste professioni, che solo chi è motivato da una passione vera e forte può reggere…..e io sono rimasta incantata a vedere gli studenti al lavoro durante le ore di lezione. Ovviamente non potevamo sottrarci dall’assistere ad un lezione, e quindi abbiamo avuto l’onore e il piacere di partecipare ad uno dei corsi di cucina tenuti all’interno della scuola. C’è anche tanto di diploma a dimostrarlo se non ci credete…guardate qui sotto!

Non da meno in quanto ad interesse e bellezza è stata la visita all’Antica Corte Pallavicina, un posto magico a Polesine Parmense, regno incontrastato dello chef una stella Michelin Massimo Spigaroli che ci ha accolto in quest’oasi meravigliosa.
Avevo avuto occasione di visitare questo posto qualche anno fa, e già me ne ero innamorata, ma non nego che tornarci con il sole e i giardini in fiore è stato bellissimo. Dopo un pranzo aperto con un antipasto a base dei famosissimi culatelli dell’Antica Corte Pallavicina , proposti in diverse stagionature, e altre portate preparate dallo chef, ci siamo addentrati in quello che io definisco il cavò di questo luogo, e come potrebbero non esserlo delle stanze interamente ricoperte di culatelli?! 😉
Tra questi anche quelli ordinati da personaggi e chef noti in tutto il mondo, per fare un nome a caso, il Principe Carlo di Inghilterra, ad esempio….così, per dire…..
Ah, se volete ordinare un culatello non perdete tempo, la waiting list è di circa due anni!


Dai prodotti della Corte Pallavicina, ai prodotti del Podere Stuard, altra azienda parmense degna di nota, che opera da più di trent’anni nel campo della sperimentazione agraria.
‘L’attività, inizialmente concentrata sulla redazione dei disciplinari di produzione integrata e i confronti varietali, si è poi allargata ad altri settori quali la produzione biologica, il recupero e la tutela della biodiversità agricola, l’agricoltura sostenibile e di precisione, le agro-energie, l’agro-meteo. L’Azienda ha inoltre sempre svolto servizi di formazione e di supporto alla didattica accogliendo tesisti e tirocinanti universitari e stagisti degli istituti scolastici agrari provinciali.’
Ho scelto le parole riportate sul sito per descriverla,  in modo da riuscire a farlo nel modo più chiaro possibile. I prodotti dell’attività del Podere Stuard sono diversi e di prima qualità, tra questi troviamo: pomodori, peperoncini, ortaggi, cereali, e ancora piante da orto e da frutto e  molto di più…come se non bastasse all’interno dell’azienda vengono svolte una serie di attività che coinvolgono persone esterne e che ogni anno attirano molti visitatori, come ad esempio formazione e tirocini, fattoria didattica e agricoltura sociale.

Dalla verdura e dai salumi al pesce. Eh già, perché a Parma si mangia anche dell’ottimo pesce…perlomeno quello che abbiamo provato al ristorante La Raquette lo era. In questo locale, che unisce sia un centro sportivo che un ristorante all’aperto nella bella stagione, fondendoli in uno stile curato, bello e pulito, viene proposto un menu davvero intrigante. Quindici portate circa, prevalentemente a base di pesce, caratterizzate da originalità e innovazione, realizzate con materie prime fresche e di qualità ben lavorate che regalano al cliente sapori accattivanti, ben definiti ed equilibrati. Il mio piatto preferito?! Il gazpacho di fragole con gamberi rossi e menta. A fare da ciliegina sulla tortaa bell’ambiente e al buon cibo, il servizio e l’atmosfera tranquilla e accogliente, che ti coccola facendoti rilassare e lasciandoti godere delle belle serate estive con gli amici.

Come avrete capito sono stati tre giorni pieni e intensi, fatti di tante attività e belle scoperte, quindi vi do un consiglio, il prossimo anno non perdetevi la seconda edizione del Gola Gola Festival, e prima, concedetevi un soggiorno a Parma, non rimarrete delusi da questa bella città!

 

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