Non so voi, ma io adoro i compleanni. Sia il mio che quello degli altri.
Il mio spirito festaiolo mi domina, e quando c’è da soffiare su qualche candelina sono sempre in prima fila.

Di certo non potevo tirarmi indietro davanti ad un festeggiamento speciale, quello per i 70 anni di Salumi Raspiniche ha deciso di festeggiare insieme a noi questo importante traguardo in occasione del Salone del Gusto di Torino.

Nata nel 1946 alle pendici del Monviso, questa realtà ha lavorato costantemente per raggiungere livelli di qualità tali da farla diventare uno dei capisaldi sul territorio piemontese per la produzione dei salumi. Il rispetto del territorio e delle tradizionali ricette regionali, unite ad un continua innovazione hanno fatto in modo che Salumi Raspini diventasse uno dei dieci salumifici più importanti sul territorio italiano. La gamma di prodotti che offre è senza dubbio importante e molto varia, riuscendo a coniugare sia prodotti in vaschetta che eccellenti prodotti al taglio, che durante la giornata torinese di ieri ho avuto il piacere di assaggiare, e permettetemi, ma devo fare una standing ovation per il prosciutto cotto Rosa Maestosa.

prosciutto cotto Raspini

Questo prosciutto cotto, realizzato solo con carni suine piemontesi provenienti da allevamenti certificati, segue una lavorazione lenta e accurata, che inizia prima con il disosso manuale, in modo da tenere compatta la carne e da preservare inalterato il gusto naturale della carne, e poi viene legato e cucito a mano. La sua particolarità è il basso contenuto di sale, circa il 25% in meno rispetto al normale quantitativo, che non lo rendono affatto meno saporito poichè durante la lavorazione vengono aggiunti aromi naturali che contribuiscono a dargli un sapore unico. E vi assicuro che è davvero cosi, ho iniziato a mangiarlo e non mi sono più fermata!

Ma tranquilli, anche stavolta non ho soltanto mangiato. Prima di agguantare la forchetta mi sono guadagnata il pane quotidiano mettendomi ai fornelli nella splendida cucina della scuola Ifse, che ci ha ospitato per l’evento.
Proprio allo chef della scuola, Raspini ha chiesto di ideare delle ricette che permettessero di vendere i propri salumi porzionati e pronti da mangiare, ed ecco quindi nascere il sushi piemontese: arost-maki (con roast beef), an giri (con l’altra bresaola), salamaki e cottomaki.
Dopo averli visti preparare, abbiamo indossato i grembiuli e ci è stato chiesto o di replicarli o di idearne di nuovi. Io ho unito le due cose e ho replicato il salamaki (divino!) e ideato il bresaola maki con fichi caramellati, e indovinate un po?! Nonostante i piatti delle mie amiche fossero bellissimi, ho vinto ‘la competizione’, se cosi vogliamo chiamarla…..secondo me è stato per il nome a tema!!! 😉

Ecco il mio sushi (quello a sinistra….)

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E adesso ditemi, dopo questa ‘impresa culinaria’ mi sono o no guadagnata una degustazione completa di salumi?! Ovviamente si!

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