Cosa vedere e cosa mangiare in Valtellina, per un weekend perfetto

Valtellina

Robysushi e la Valtellina

Ormai tra me e la Valtellina si sta creando un rapporto speciale, ci siamo conosciute l’anno scorso per un viaggio particolare alla scoperta dei suoi prodotti, e da quel momento è stato amore a prima vista. Non ci siamo più lasciate, ritrovandoci nell’arco di quest’anno in diverse occasioni. Proprio per questo, quando mi hanno proposto, qualche giorno fa di tornarci, non ho saputo dire di no, perchè io #AmoLaValtellina.
A guidarci in questo bellissimo tour di tre giorni, tra i monti valtellinesi, ci ha pensato Valtellina Turismo, che ha studiato un itinerario ad hoc tra gusti e bellezze di questa incantevole porzione della Lombardia, e io voglio darvi qualche dritta per viverla e gustarla al meglio.

Cosa mangiare in Valtellina

Non potrei iniziare da altro argomento, se non in cibo, e quindi ecco la lista di  ‘cosa mangiare in Valtellina’.
La cucina valtellinese è ricca di sapori intensi e avvolgenti, ma prevalentemente basata sull’uso di materie prime povere e semplici.
Ovviamente la prima cosa da assaggiare è il piatto valtellinesi più famoso: i pizzoccheri. Un primo piatto di pasta fresca fatto con farina di grano saraceno, verza, patate, formaggio Valtellina Casera dop, il tutto cotto nel burro fuso… una vera goduria! Se siete nelle zone di Tirano, vi consiglio di andare a mangiarli all’ Osteria di Roncaiola, da cui godrete anche di una magnifica vista sulla valle.

Altro piatto imperdibile sono gli sciatt, delle buonissime frittelle di formaggio Valtellina Casera DOP con una pastella di grano saraceno. Sapete perchè si chiamano ‘sciatt’?! Se la risposta è no, ve lo dico io. Perchè quando vengono immersi, nella pastella prima, e nell’olio bollente poi, si formano dei piccoli filamenti che, una volta cotti, li fanno assomigliare a dei piccoli rospetti, panciuti e con le gambette piccole. In dialetto valtellinese ‘rospo’ si dice ‘sciatt’, e da qui il loro nome.
I più buoni li ho mangiati al Ristorante Fracia di Chiuro.
Ultimo piatto valtellinese che proprio non potete perdere è il  chisciölun piatto che stava andando perduto, ma di cui la Confraternita del Chisciöl ha recuperato la ricetta antica, con l’obiettivo di farlo conoscere e riportarlo sulle tavole dei valtellinesi. Il chisciöl, è una frittella (grande quanto la padella in cui viene cotto che deve essere rigorosamente di ferro) di grano saraceno con un cuore di formaggio fuso che viene cotta nel burro fuso o nello strutto.  Va mangiato a fette, praticamente bollente!

 Le cantine valtellinesi: dove assaggiare il Nebbiolo

Il vino in Valtellina…..una questione tutta da scoprire.
La Valtellina non è principalmente conosciuta per i suoi vini, seppur gran parte del suo territorio è coperto di bellissimi vigneti a terrazzamenti. Negli ultimi anni però, la produzione vinicola valtellinese, dopo anni di stallo, sta tornando al suo fervore, grazie all’impegno di produttori del posto, amorevoli e appassionati della loro terra e dei suoi frutti.
La particolarità della produzione vinicola valtellinese è dovuta alla conformazione del territorio, che ha dislivelli pronunciatissimi, con altitudini che variano repentinamente, facendo si che: i vigneti siano costituiti da terrazzamenti, le uve abbiano diverse tempistiche di maturazione e un terroir molto particolare. Inoltre, l’inerpicarsi dei vigneti sui pendii montuosi rende la lavorazione molto difficoltosa, non consentendo l’uso di mezzi di automazione,  ma costringendo esclusivamente ad attività manuali.
Ma cosa si beve in Valtellina?! Terra di rossi, la Valtellina è conosciuta per la produzione di Nebbiolo delle Alpivitigno autoctono della Valtellina, e lo Sforzato, un vino rosso passito non dolce prodotto con le uve del Nebbiolo.
La miglior cosa che potete fare è un giro delle cantine locali per assaggiarne le diverse varietà. Valgono una visita, la Cantina Dirupi, azienda giovane e dinamica che produce quattro etichette con coltivazione biologica; la Cantina Mamete Prevostini, la terza cantina casa clima in Italia, ovvero autosufficiente all’80% , che ha prodotto lo Sforzato Albareda 2015 in corsa per l’Oscar del Vino Bibenda come miglior rosso 2018; Arpepe che ha una storia iniziata nel 1860 che porta avanti da 5 generazioni, e che oggi produce vini grazie ai 15 ettari di vigneti coltivati, e ad una spettacolare cantina interamente scavata nella roccia. Il loro Sassella Rocce Rosse Riserva 2007 si è aggiudicato i tre bicchieri della guida del Gambero Rosso 2018.

 Cosa vedere in Valtellina

Prima di tutto il mio consiglio è quello di godervi l’aria fresca e di immergervi nei meravigliosi paesaggi che vi circonderanno, però c’è tanto altro da vedere.
Iniziamo da Sondrio, e dal suo centro storico, che è davvero meraviglioso, io l’ho visto di notte ed è stato magico, ma immagino che di giorno sia ancora più bello. Sempre rimanendo in tema di ‘centri storici’, vale una visita anche quello di Tirano, con le sue strette viuzze, i suoi palazzi storici e le sue botteghe. Da non perdere è la Basilica della Madonna di Tirano. Costruita nel 1504 dopo l’apparizione della Beata Vergine Maria a Mario Omodei, questa chiesa è il cuore pulsante di Tirano e la sua bellezza, fatta di contrasti per l’essenzialità dell’esterno e la sontuosità dell’interno, è sconvolgente. Al suo interno è custodito un maestoso Organo seicentesco, la cui magnificenza lascia davvero senza fiato. Dovete assolutamente vederlo, perchè è difficile da descrivere a parole.

Imperdibile se siete a Tirano, il famoso Trenino Rosso del Bernina. Dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 2008,  questo trenino è l’unico d’ Europa che scala la montagna a ruota libera senza cremagliera, a scartamento ridotto.  Salirvi a bordo è un’esperienza unica, grazie ai 1824 mt di dislivello che raggiunge. Parte infatti dai 429 mt. di Tirano, per raggiungere i 2253 mt di quota dell’Ospizio Bernina. Inerpicandosi tra le rocce regala viste meravigliose e panorami davvero unici. Il suo andamento lento è una vera coccola per i passeggeri, che possono lasciarsi cullare nel viaggio delle meraviglie a bordo delle carrozze panoramiche.
Una volta saliti a bordo è possibile scendere alla stazione preferita per godersi una visita del paese per poi salire nuovamente a bordo e proseguire il proprio viaggio. Tutte le informazioni utili per l’acquisto dei biglietti le trovate qui. 

A pochi Km da Tirano, c’è un’altra attrazione, a mio avviso imperdibile: il Parco Incisioni Rupestri di Grosio.
Questo parco, istituito nel 1978 e gestito da un Consorzio di Enti locali (Provincia di Sondrio, Comunità Montana di Tirano e Comuni di Grosio e di Grosotto), racchiude e preserva il patrimonio archeologico e paesaggistico del “Dosso dei Castelli” . Al suo interno, a dominare il colle, sono conservati i resti del Castello Vecchio di S. Faustino  del X-XI secolo con relativa chiesa, e i resti  del Castello Nuovo visconteo del XIV secolo. Molto interessanti sono anche le 5000 e oltre, incisioni rupestri del IV-I millennio a.C., che coprono, la Rupe Magna, una grande roccia, dalla caratteristica forma a dorso di balena.

Valtellin

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Pernottamenti

A Tirano vi consiglio la dependance dell‘Hotel Lifestyle Room Binario Zero, con camere nuovissime, spaziose, dotate di tutti i comfort e molto molto belle.

A Sondrio vi consiglio il B&B Winebnb , ospitato all’interno dello storico Palazzo Guicciardi – che ebbe l’onore di accogliere il 29 giugno del 1859 Giuseppe Garibaldi – e che unisce  l’arte dell’accoglienza al gusto del vino, essendo infatti il concept frutto della collaborazione tra Alberto Marsetti, titolare dell’omonima cantina vinicola e l’architetto Gian Piero Ioli.

BUON VIAGGIO!